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Visitare L’Aquila

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Una città risorta, l’Aquila. Tutti noi abbiamo ancora negli occhi quelle terribili scene di distruzione, di morte, di dolore che risalgono al 2009 quando un terribile sussulto, lunghissimo, della terra distrusse in pochissimo tempo case, monumenti, chiese, un patrimonio artistico e culturale eccezionale ma ancora di più portò via troppe vite, sebbene anche soltanto una sarebbe già troppo e lasciò negli abitanti de L’Aquila un segno indelebile nell’animo e nella mente.

Oltre alla città dell’Aquila altri paesi intorno vissero la distruzione pressoché totale, tra questi ricordiamo uno per tutti Onna. In quel periodo si visse, però, anche una straordinaria solidarietà internazionale ed una politica che gli aquilani non esitano a definire, per una volta, adeguata, funzionante, che ha consentito in pochi anni a L’aquila di risorgere e ai suoi abitanti, forti, fieri, di guardare con fiducia al futuro. Non vogliamo, con questo, prendere parti politiche ma ciò che è va detto, riconosciuto, come va riconosciuto e sostenuto quando le cose non funzionano, parimenti.

Ci si accorge, spesso, di ciò che si aveva quando questo non lo si ha più e il Sindaco che si è trovato ad affrontare il dopo Sisma, Massimo Cialente, ha assunto l’iniziativa di dare la massima visibilità al patrimonio culturale ed artistico distrutto e questa iniziativa ha agevolato gli interventi di recupero e di ricostruzione di quanto perduto. Grazie all’enorme solidarietà internazionale e dei milioni di italiani che hanno voluto e potuto contribuire, oggi L’Aquila è una città in cui i cantieri in atto sono di ricostruzione ma la maggior parte della città è ricostruita, nessuno è senza un tetto sulla testa, tutto rifatto con criteri antisismici, in sicurezza e moltissimo è riaperto alle visite dei turisti che arrivano in città molto più numerosi di prima.

Cosa visitare a L’Aquila

Inizia la visita de L’Aquila partendo dal Castello, con possenti baluardi posizionati ai suoi angoli e come quasi tutti i Castelli di epoca medievale, cinto da un fossato. Bello, interessante da edere dall’esterno, ha al suo interno la parte ancora più interessante: L’interno del castello trova spazio il Museo Nazionale d’Abruzzo in cui è conservato nientemeno che uno scheletro di Mammut che venne straordinariamente ritrovato nei pressi della città nel 1954. Una volta ammirato tale scheletro e tutto il resto interessantissimo proposto dal Museo, si prosegue per un’altra costruzione medievale.

La chiesa di S. Maria da Paganica

La chiesa di S. Maria di Paganica è una costruzione duecentesca che mostra al suo interno una maestosità barocca davvero notevole data da interventi di restauro profondi successivi alla sua edificazione. Da ammirare il soffitto dorato mentre alle pareti spiccano opere d’arte veramente notevoli, di grande valore artistico. Poco distante si trova il Duomo, ricostruito nel 1703 dopo aver subito la pressoché totale distruzione in quegli anni a causa di un altro sisma distruttivo. Esternamente si riconosce chiaramente uno stile neoclassico mentre il suo interno è innegabilmente Barocco. Nella ricostruzione si è riusciti a conservare le opere artistiche originali che sono esposte. Girando per L’Aquila sono molti i palazzi antichi che puoi vedere e visitare ma vogliamo terminare la visita con una particolarità che si trova appena fuori dalla stazione ferroviaria: la Fontana delle Novantanove cannelle.

La Fontana delle Novantanove cannelle

Questa Fontana trae origine dalla sua costruzione nel 1272 e che prende il nome dalle cannelle da cui sgorga l’acqua, da novantanove mascheroni. In molti si domanderanno il perché proprio 99 e non 100: questo è perché la fontana rappresenta i Castelli da cui ebbe origine l’agglomerato urbano e sembrò più comodo rinunciare ad una cannella piuttosto che costruire appositamente il centesimo castello, logico. La fontana oggi è simbolo della città.

Terminiamo la visita con la Fontana delle Novantanove Cannelle, a pochissima distanza dalla stazione. Simbolo della città, fu realizzata nel 1272 per ricordare i castelli da cui ebbe origine l’agglomerato urbano; alla base presenta novantanove diversi mascheroni da cui sgorga l’acqua. Grazie a questa guida abbiamo potuto ripercorrere i meravigliosi luoghi di interesse culturale della città, che nonostante la tragedia del 2009 ha saputo, in un modo o nell’altro, risollevarsi. E continua a fare questo quotidianamente, cercando di lasciare alle proprie spalle il terremoto e di costruire un solido futuro per i suoi abitanti. Certamente si tratta di una catastrofe così grande, che molto difficilmente potrà essere rimossa dalla popolazione aquilana, ma quel che è importante, per lo meno, è riprendere a vivere normalmente, ritornare alle proprie abitudini, e trasformare la tragica esperienza in un vecchio ricordo. Abbiamo molto da imparare dagli aquilani!

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