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I disturbi da Calore, ecco a cosa fare attenzione

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Troppo caldo è dannoso? Il caldo è in arrivo, già al momento l’alta pressione esistente porta sull’Italia masse d’aria dall’Africa con temperature oltre la norma del periodo che in alcune aree del Paese stanno già sfiorando i 29-30°C. L’estate è ancora un po’ distante ma se le premesse sono queste c’è di che preoccuparsi. Il corpo umano ha dei sistemi di regolazione della temperatura e dei meccanismi per la compensazione, per cui entro certi limiti è perfettamente in grado di mantenere stabile la temperatura corporea, quando si supera la capacità dei regolazione dell’organismo, però, si va incontro ad una serie di problemi.

Il Colpo di calore è uno di questi e sopravviene allorquando l’organismo è esposto a temperature ambientali eccessive che non consentono la compensazione dei sistemi di termoregolazione. Il centro termoregolatore del corpo umano è situato nell’ipotalamo, un’area del cervello e dotato di “sensori” in grado di leggere la temperatura del sangue, mettendo in atto una serie di meccanismi atti ad abbassare la temperatura. I principali sono la produzione di sudore da parte delle cellule a questo preposte che si trovano sparse in tutto il corpo ma particolarmente abbondanti nel cuoio capelluto e la contrazione dei muscoli erettori dei peli.

Come il corpo dissipa il calore

Il nostro corpo è un insieme di processi fisici e chimici, quindi non può non rispondere alle leggi di queste due scienze. Una legge fisica stabilisce che il passaggio da uno stato fisico, ad esempio quello liquido in cui atomi e molecole sono legate con una certa forza tra loro, ad uno stato in cui le parti che lo compongono si trovano in uno stato più libero, quello gassoso, nella transizione assorbono calore, ossia raffreddano. Il passaggio da liquido a gassoso si chiama evaporazione ed è facilitata dalla ventilazione. Ecco, quindi, che il corpo umano produce sudore, liquido, che a causa della temperatura ambientale evapora raffreddando il corpo. Il processo di evaporazione è facilitato dai peli che si drizzano, esponendo maggiore superficie all’evaporazione e aumentando l’effetto di raffreddamento.

Chiaro che se l’ambiente, benché caldo è già saturo di umidità l’evaporazione non può avvenire. Il Colpo di calore, quindi, si manifesta più facilmente nel caso in cui all’alta temperatura si associ anche un elevatissimo trasso di umidità relativa e scarsa ventilazione, quella che è comunemente chiamata Afa. Il colpo di calore provoca spossatezza, capogiri, febbre, disidratazione e spesso anche confusione mentale, facilmente anche perdita dei sensi. Occorre portare la persona colpita dal Colpo di calore all’ombra, sdraiata e mettere dei panni bagnati freschi sul corpo, ottimi ad esempio gli asciugamani bagnati nell’acqua di mare se questo capita in spiaggia, come spesso avviene, posizionandoli soprattutto laddove il sangue scorre abbondantemente e in maniera superficiale, quindi inguine e ascelle. Evitare il ghiaccio che provoca uno sbalzo termico eccessivo controproducente. Non dare assolutamente alcoolici e idratare abbondantemente la persona purché sia cosciente. Non dare assolutamente da bere ad una persona svenuta in quanto il liquido potrebbe finire in bronchi e polmoni causando dei danni.

Un altro evento frequente che è legato al caldo è l’insolazione che consiste in un eccessivo riscaldamento del cervello, provocato dall’eccessiva esposizione diretta ai raggi solari del capo, senza adeguate protezioni, Esattamente come fa su un sasso, i raggi solari inducono un eccessivo rialzo della temperatura della testa che si diffonde al cervello causando un suo malfunzionamento. Capogiri, volto paonazzo, vista offuscata, confusione mentale, svenimento sono i segni principali dell’insolazione, non molto differenti dai sintomi del colpo di calore, in fondo e anche il trattamento è analogo ma la riduzione della temperatura si deve concentrare sulla testa, anche in questo caso portando subito la persona all’ombra, provvedere ad un’adeguata ventilazione, ad esempio con un ventaglio e soprattutto bagnando il capo con acqua fredda, non ghiaccio. In caso di persistenza dei sintomi chiamare senza indugio i soccorsi sanitari.

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