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Green company: come diventare davvero sostenibili (anche in mensa)

17/02/2026

Green company: come diventare davvero sostenibili (anche in mensa)

Oggi la sostenibilità è una priorità che può definire il futuro di un’azienda. Essere una “green company” significa andare oltre le dichiarazioni e mettere in pratica comportamenti responsabili in ogni aspetto della vita quotidiana dell’impresa: dalla scelta delle fonti energetiche ai fornitori, fino all’alimentazione offerta ai dipendenti. Le aziende più attente hanno capito che anche le decisioni più piccole contribuiscono a costruire un modello di business più etico e resiliente.

In questo percorso, la ristorazione collettiva gioca un ruolo fondamentale, diventando uno strumento concreto per trasmettere i valori aziendali e migliorare il benessere delle persone. Un esempio arriva dall’Italia, dove Felsinea Ristorazione a Bologna integra sostenibilità ambientale e qualità nei servizi di mensa per aziende e scuole, dimostrando che è possibile coniugare gusto, salute e rispetto per il pianeta.

Essere un’azienda sostenibile oggi: cosa significa davvero

Parlare di sostenibilità in azienda significa concentrarsi su azioni concrete e misurabili, non basta più la semplice comunicazione. Per questo il “greenwashing” dura poco: clienti, partner e talenti sanno riconoscere quando un impegno è autentico e veramente sostenibile, perché si fonda sui tre pilastri del modello ESG: ambientale, sociale e di governance.

L’aspetto ambientale (Environmental) riguarda la gestione delle risorse, la riduzione delle emissioni e la lotta agli sprechi. Quello sociale (Social) mette al centro il benessere dei dipendenti, il rapporto con la comunità e la creazione di un ambiente di lavoro equo e inclusivo. Infine, la governance (Governance) riguarda la trasparenza nei processi decisionali e l’etica nella gestione dell’azienda. La vera sfida sta nella coerenza, ad esempio, promuovere l’efficienza energetica in ufficio richiede che ogni settore dell’azienda segua la stessa visione, evitando comportamenti contrari ai principi di sostenibilità.

Dove si spreca di più: focus su energia e food service

Quando si parla dell’impatto ambientale di un’azienda, si pensa subito agli uffici, alla logistica e ai processi produttivi, sottovalutando un settore che ha un impatto molto più grande: il food service. Infatti, la ristorazione aziendale, se non gestita con attenzione, può portare sprechi importanti, sia di energia che di cibo.

Ci sono molti sprechi invisibili in ogni fase della preparazione e del servizio: materie prime comprate in eccesso che poi scadono, cibo preparato in quantità troppo grandi o ciò che rimane nei piatti di chi mangia. Ogni alimento sprecato rappresenta uno spreco di acqua, energia, suolo e lavoro, ed è per questo che il food cost, oltre che a far risparmiare soldi, può diventare uno strumento per rispettare l’ambiente e diminuire concretamente l’impatto ecologico dell’azienda.

Sostenibilità in mensa: le buone pratiche aziendali

Trasformare la mensa aziendale in un esempio di sostenibilità è possibile adottando alcune pratiche semplici ma efficaci. Il primo passo riguarda la progettazione dei menu: scegliere ingredienti di stagione e a filiera corta (Km 0) garantisce piatti più freschi e gustosi, riducendo le emissioni legate al trasporto e sostenendo l’economia locale.

Un altra mossa importante è quella di misurare sistematicamente gli sprechi alimentari, pesando il cibo avanzato e quello lasciato nei piatti. In questo modo si raccolgono dati utili per calibrare le quantità e migliorare i menù futuri. Inoltre, è fondamentale ridurre gli imballaggi e sostituire la plastica monouso con stoviglie riutilizzabili, borracce e distributori d’acqua, mostrando concretamente l’impegno dell’azienda per l’ambiente.

Partner e fornitori: come scegliere quelli giusti

Un’azienda non può essere sostenibile da sola, perché gran parte della sua impronta ecologica dipende dai fornitori che sceglie. Per questo la selezione dei partner, soprattutto in un servizio quotidiano e visibile come la ristorazione, diventa una scelta strategica molto importante. I fornitori vanno valutati sia sul prezzo sia sul loro impegno concreto verso la sostenibilità, così da costruire una catena di fornitura coerente con i valori dell’azienda.

Strumenti come le certificazioni ambientali, gli audit di seconda parte e i report ESG aiutano a fare scelte informate sui fornitori, perché un partner di ristorazione che utilizza prodotti biologici, riduce gli sprechi e investe in packaging eco-sostenibili diventa un alleato prezioso. Come accennato prima, la ristorazione aziendale riflette i valori dell’impresa: un fornitore allineato rafforza il messaggio di sostenibilità, mentre un partner non coerente può indebolirlo.

Il ruolo delle persone nella trasformazione green

Nessuna strategia di sostenibilità può avere successo senza il coinvolgimento attivo dei dipendenti, che diventano protagonisti del cambiamento ed è per questo fondamentale comunicare la missione aziendale e farli sentire parte del percorso.

Si possono lanciare iniziative interne come survey per raccogliere idee e feedback, introdurre elementi di gamification per incentivare comportamenti virtuosi o promuovere “green challenge” tra i team. In questo scenario la pausa pranzo diventa un momento educativo: attraverso le comunicazioni in mensa si può raccontare la provenienza degli ingredienti, spiegare l’importanza di ridurre gli sprechi e mostrare i risultati raggiunti grazie all’impegno di tutti. In questo modo la sostenibilità diventa un valore condiviso e vissuto quotidianamente.

Misurare per migliorare: KPI di sostenibilità aziendale

Per essere sicuri di andare nella direzione giusta, è importante misurare i progressi e definire dei Key Performance Indicators (KPI) di sostenibilità, trasformando le intenzioni in risultati concreti. Gli indicatori da monitorare possono variare a seconda della realtà aziendale.

Nella ristorazione aziendale, alcuni KPI importanti includono i chilogrammi di cibo sprecato per pasto, il consumo di energia e acqua in cucina, la percentuale di rifiuti differenziati e l’uso di prodotti a filiera corta o biologici. A questi dati si possono aggiungere sondaggi sul gradimento dei dipendenti, per verificare l’efficacia delle azioni intraprese, individuare nuove opportunità di miglioramento e creare report di sostenibilità chiari da condividere con tutti gli stakeholder, chiudendo così il cerchio di un impegno reale e trasparente.