<copertina B A O L  il Mago del Web scopo e metodi> 
1) INTRODUZIONE
Esistenza e significato dei motori di ricerca, e in rapporto all'utenza più giovane.
- La nascita di BAOL, motore di ricerca italiano per bambini e ragazzi
- La necessità dei motori di ricerca, e in generale degli strumenti di recupero delle informazioni in Internet
- Le principali caratteristiche dei motori di ricerca in Internet
- Gli utenti dei motori di ricerca in Internet
- I bambini e ragazzi quali utenti dei motori di ricerca in Internet
- Un flusso infinito di informazioni
L'età giusta per avvicinarsi ad Internet
Il bambino multimediale
Una didattica multimediale, a scuola come a casa

- Gli strumenti di ricerca in Internet per i giovani navigatori: mezzi educativi nel flusso generale della comunicazione
Con Internet e le nuove tecnologie cambia il rapporto spazio-tempo
L'identità collettiva in relazione ad Internet; la Rete strumento principe della comunicazione

- Bibliografia

La nascita di BAOL, motore di ricerca italiano per bambini e ragazzi

Il motore di ricerca BAOL è stato concepito come progetto di studio universitario e realizzato nell'ambito delle attività speciali per la didattica sviluppate nel laboratorio multimediale Scians di Matera, nella cui sede il motore è stato prodotto.

Scians S.a.s. è una giovane società di servizi nata nel 1998 sul modello delle piccole aziende del settore dell'information technology. La due principali aree di attività riguardano la fornitura di servizi avanzati a clienti aziendali - progettazione e realizzazione di sistemi di comunicazione in Internet, allestimento di portali, creazione di siti aziendali con gestione di database e di presentazioni multimediali su diversi supporti - e i progetti speciali per l'educazione agli audiovisivi e la formazione alle nuove tecnologie rivolti a bambini e ragazzi - percorsi ludici e artistici, lezioni individuali e di gruppo, giornalini elettronici, collaborazioni con scuole e docenti, progetti Comunitari.

I due soci di Scians che hanno ideato e realizzato Baol sono Giovanni Buonsanti (per tutta la programmazione in ASP, la scelta e l'impostazione dei servizi aggiuntivi del motore - dalla newsletter ai giochi alla Community -, la pubblicizzazione sui motori di ricerca, la gestione della mailing list di Baol; egli è inoltre redattore responsabile per l'approvazione dei siti segnalati dagli utenti), e la scrivente, Grazia Uricchio, (per la selezione di un primo archivio campione di siti per bambini e ragazzi, la scelta delle categorie, la pubblicazione dei primi 600 siti quali nucleo iniziale di Baol, l'accrescimento periodico interno del motore e l'approvazione dei siti degli utenti; inoltre per le regole di segnalazione e archiviazione, e i criteri di ricerca, infine per il logo, i layout e l'attuale impaginazione e grafica del motore).

Baol è uno strumento pensato per piccoli (dai 9 ai 16 anni) utenti di Internet, pertanto è progettato come indice di pagine web per argomento, specializzato in una particolare tipologia di utenti.
In quanto indice per argomento (27) (o "directory", "subject tree", "pick list") raccoglie documenti primari ed altri repertori, classificandoli gerarchicamente in categorie e sottocategorie, e permette una ricerca per parola all'interno del proprio archivio di intestazioni. In ogni caso i documenti sono selezionati da operatori umani specializzati che indicizzano le pagine Web in base al soggetto, scartando quelle meno interessanti o meno rispondenti ai criteri di inserimento, ed eventualmente aggiungono una breve descrizione/valutazione. Il lavoro umano serve a garantire un filtro qualitativo e diminuisce il "rumore" rispetto alle ricerche effettuate con i motori di ricerca veri e propri (search engines), ma le più dirette conseguenze di una strategia qualitativa sono la dimensione ridotta dell'archivio e i costi più elevati. La scelta dell'indice per argomento consente di attenuare il problema della decontestualizzazione proprio degli indici per parola. Il richiamo è contenuto dalle dimensioni necessariamente controllate dell'archivio, la precisione si mantiene elevata.

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La necessità dei motori di ricerca, e in generale degli strumenti di recupero delle informazioni in Internet

La crescita esponenziale delle risorse informative in Internet (7, 8) è un fenomeno di vaste dimensioni che influenza la ricerca, il reperimento e la qualità delle informazioni stesse. Proprio allo scopo di fornire una guida in un universo disordinato di notizie sono stati creati quegli strumenti, coetanei della Rete, noti come "motori di ricerca". Per motore di ricerca s'intende qualsiasi sistema informatico che permette il recupero delle informazioni contenute in un database (il termine è precedente all'avvento di Internet) ma in questa sede s'intendono soltanto i motori per la ricerca in Internet.
Negli ultimi anni si è assistito al proliferare di questi strumenti (30), e alle due principali categorie, i motori di ricerca (search engines) e le directories (o liste di soggetti), se ne sono aggiunte altre, definibili nella categoria degli indici specializzati per materia e dei meta-search engines. Oggi la tendenza è quella di costruire sistemi misti, con potenti software, che scandagliano la rete alla ricerca automatica di documenti e informazioni, accanto a liste di soggetti, monitorate da operatori umani; il risultato sono strumenti di ricerca proiettati verso un'offerta informativa più attiva ed 'intelligente', anche perché generalmente integrata con diversi altri servizi disponibili in rete.

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Le principali caratteristiche dei motori di ricerca in Internet

La tipologia: la principale distinzione è tra strumenti di ricerca che utilizzano indici e quelli che utilizzano directory. Gli indici (o indici per parola) sono generati dai cosiddetti Web crawler o spider o robot, programmi software che recuperano le pagine html, analizzando ed indicizzando automaticamente il loro contenuto. Le directory (o indici per argomento) sono elenchi ipertestuali di siti, organizzati in modo gerarchico in categorie e sottocategorie, che per passaggi successivi conducono ai siti contenenti le informazioni cercate. Nel caso degli indici il risultato è più immediato, ma l'interrogazione deve essere formulata correttamente, conoscendo cioè l'esatta sintassi dell'interrogazione e l'ambito delle informazioni contenute nel database. Nel caso delle directory, grazie al fatto che si possono scorrere delle liste di soggetti espressi in linguaggio naturale e che la compilazione di tali liste è il frutto di una selezione operata da menti umane, il risultato è magari meno immediato, ma in genere più preciso e più facilmente raggiungibile anche dai non esperti.

La modalità di aggiornamento del database: negli indici per parola è automatico e operato dai cosiddetti crawler o spider che agiscono su come l'informazione è strutturata nelle pagine scandagliate, ma non sul loro contenuto; per esempio, rilevano le parole chiave contenute nel titolo, nelle prime righe d'intestazione o negli elenchi di parole chiave racchiuse dai marcatori META. E' un'indicizzazione spesso casuale. Negli indici per argomento la selezione è "umana", operata da personale con una competenza specifica: un'operazione onerosa dal punto di vista delle risorse umane ed economiche.

La dimensioni del database: il numero di documenti web o altro indicizzati è un'informazione che in genere i motori di ricerca forniscono nella propria home page, ma non sempre la quantità dichiarata corrisponde a reali notizie univoche: per i meccanismi automatici di recupero delle informazioni e spesso per motivi commerciali, i risultati di una ricerca mostrano più volte le stesse informazioni.

L'ambito di servizi indicizzati: web, usenet, ftp, gopher ecc; anche questo genere si informazione è dichiarata normalmente nella pagina iniziale del motore di ricerca.

La finalità del recupero: generale o specifica; è generale nella maggioranza dei motori di ricerca, ma si stanno affermando, soprattutto in ambito accademico e scientifico, motori, che sarebbe meglio definire gateway, limitati a particolari soggetti e più accurati nella selezione.

Le caratteristiche della ricerca: la maggior parte dei motori di ricerca offre la possibilità di ricerche semplici ed avanzate (es. operatori booleani), che possono essere arricchite dalla presenza di help in linea ed istruzioni, ed hanno una interfaccia grafica generalmente amichevole e alla portata dei meno esperti, anche se i linguaggi di interrogazione variano da motore a motore. (9, 16)

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Gli utenti dei motori di ricerca in Internet

L'accesso all'informazione, processo avviato dai CD-ROM e dalle banche dati, è stato incredibilmente accelerato dall'avvento di Internet.
Il primo risvolto positivo consiste nel processo di democratizzazione dell'accesso all'informazione.
Tra le conseguenze negative, invece, vi sono la diffusa convinzione degli utenti di Internet di poter ottenere tutta l'informazione di cui si necessita grazie al puro e semplice fatto di disporre di un collegamento alla rete (23), la mancata percezione dei problemi connessi alla ricerca (come la qualità e la pertinenza delle risposte, la necessità di utilizzare diversi strumenti di ricerca con diverse strategie) o al massimo, dove intervengono consapevolezza ed esperienza, la rassegnazione acritica alla parzialità dei risultati ottenuti.

L'utente a caccia di informazione, per raggiungere i propri obiettivi, dovrebbe avere una conoscenza approfondita ed aggiornata degli strumenti a sua disposizione per la ricerca, ma spesso non ha il tempo o le motivazioni e i mezzi per farlo. Ha bisogno dunque di essere guidato. In una biblioteca o in un centro di documentazione potrebbe bastare un'assistenza adeguata per ottenere determinati risultati e valutarli criticamente: a differenza dell'utente finale il professionista dell'informazione possiede infatti competenze professionali ed esperienza sulle migliori strategie. Dunque l'intermediazione umana come soluzione (2).
In realtà il compito diventa arduo se si pensa alle nuove sfide poste dai temi della immaterialità dell'informazione, della facilità dell'accesso contro il possesso dell'informazione, e della trasformazione degli edifici tradizionalmente deputati alla conservazione e alla offerta dell'informazione stessa (le varie tappe che portano alla 'biblioteca virtuale'), dalla crescita dell'utenza domestica della rete. Gli utenti degli strumenti di ricerca sono sempre più utilizzatori remoti e nella gran parte non professionisti; gli strumenti di ricerca si moltiplicano e rispondono spesso a criteri commerciali, creando enormi aspettative presso gli utenti, qualche volta mettendo a punto strategie fuorvianti se non controproducenti per chi ne fruisce.
Inoltre, quanto c'è oggi in Internet è paradossalmente più difficile da interrogare rispetto alle banche dati tradizionali: queste avevano linguaggi di interrogazione complessi e bisognava conoscerne a fondo la struttura, ma era più semplice ottenere buoni risultati. Per trovare invece le informazioni in Internet dobbiamo avere una buona conoscenza di strumenti ed interfacce "amichevoli", che sono soprattutto prodotti informatici che, attraverso algoritmi complessi, estraggono da una massa indefinita di informazioni stringhe di dati in qualche modo collegate alle parole cercate dall'utente. Differiscono da questi prodotti gli indici per soggetto.

Esistono molte guide per orientarsi in Internet, e diverse sono le soluzioni proposte da biblioteche come da attività commerciali (3, 22, 24, 31).
Il cuore del problema è: inventare nuove forme di intermediazione, dato il profilo dell'utente tipo di Internet e dei motori di ricerca sopra delineato, un utilizzatore prevalentemente domestico e remoto, non aggiornato sui continui cambiamenti degli strumenti di ricerca.

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I bambini e ragazzi quali utenti dei motori di ricerca in Internet

Fin qui si è detto dell'utente adulto. Ma negli ultimi anni è cresciuto enormemente il numero degli utenti più giovani, bambini e ragazzi, che utilizzano Internet per gioco, studio e intrattenimento, a casa e/o a scuola.
Alcuni dati (indagine Eurispes) del 2001 (11): nel mondo sono almeno 25 milioni i bambini che ogni giorno navigano su Internet per ore (per il 2005 si prevede che saranno 44 milioni); limitatamente all'Italia, sono 350 mila (il 15,4 per cento) i bambini delle elementari che navigano in Internet e sono un milione e mezzo i bambini tra i 6 e gli 11 anni che utilizzano abitualmente il computer (il 65,4 per cento: 56,4 per gioco e 27 per cento per studio).
I ragazzini delle medie, rispetto alle altre attività col computer, utilizzano prevalentemente Internet nel 9,1 per cento dei casi, ci giocano per il 34,8 per cento, fanno i compiti per il 6,1 per cento, consultano CD-ROM per il 6,1 per cento. Invece il 31,3 per cento dichiara di non possedere un computer e il 7,6 per cento, anche se lo possiede, non sembra essere particolarmente interessato all'oggetto.
I ricercatori spiegano questo gap tra under e over 11 con la maggiore alfabetizzazione informatica nelle elementari; e con il fatto che i ragazzi delle medie non sono ancora indipendenti ed autonomi come gli adolescenti più grandi ma, allo stesso tempo, nella maggior parte dei casi non vengono seguiti da una figura adulta (14).

Esistono strumenti di ricerca appositamente studiati per l'utenza più giovane?
A parte prodotti didattici ed accademici, e strumenti meno diffusi e più sofisticati da utilizzare con l'ausilio di un adulto, o veri e propri gateway creati da comunità di educatori (come l'italiano Didaweb), i motori di ricerca per bambini e ragazzi sono, a livello nazionale ed internazionale, davvero pochi. I principali search engines possono avere al proprio interno una sezione per i ragazzi, ad esempio l'Area Education di Altavista, o il Canale Education di Virgilio.it. Si possono inoltre citare indici web per argomento come l'iniziativa internazionale Open Directory Project (dmoz.org) (21, 25), e indici specializzati per ragazzi come Yahooligans! (www.yahooligans.com) (12, 13). Ma le risorse disponibili non sono molte, e ancora meno quelle direttamente fruibili dai più giovani surfer di Internet.
Tornando alla situazione italiana, sono numerose le raccolte di link per bambini (come www.bambinopoli.it), esistono pochissimi indici specializzati come Bambini.it (che permette preliminarmente di accedere ai risultati del suo archivio per naviganti, per categorie e per lingue), si segnalano infine alcuni mini-portali per i più piccoli come l'ottimo Girotondo.com, che si presenta nei META description come "il motore di ricerca per ragazzi - strumento che garantisce anche ai più piccoli una navigazione sicura e protetta", e, nel titolo delle finestre, "il portale dei più piccoli" (definizione migliore, in quanto l'archivio non è alimentabile esternamente con le segnalazioni dei lettori).

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Un flusso infinito di informazioni

Internet deve essere una risorsa per il bambino o il ragazzo che la utilizza. Il bambino o il ragazzo che cerca qualche informazione nella rete, vive un'esperienza interessante, un momento ricco in quanto legato ad uno spirito di avventura e di ricerca (1). Non si vogliono discutere qui le problematiche legate ai contenuti di Internet o alla violenza delle informazioni (19), ma il rischio, per questi piccoli che si avvicinano alla rete, di sentirsi 'immersi in un flusso infinito' senza essere capaci di interrogare in profondità questo tutto. (5, 6)
Internet è sovraccarica di informazioni, e molte di queste sono prive di significato. Le informazioni ricevute diventano conoscenza solo se si possono collegare con la propria realtà personale. Occorre dunque creare strumenti idonei finalizzati al reperimento intelligente delle notizie, pensati per quella determinata categoria di utenti.
Per rendere fruibile e comprensibile l'informazione, dobbiamo strutturarla in determinati modi: se l'utente è un bambino o un ragazzo e non si vuole vanificarne la curiosità, la navigazione e l'interfaccia dovranno essere semplici, con poche parole e molta grafica, perché bambini e adolescenti recepiscono meglio attraverso l'aspetto visivo (mentre gli adulti in genere recepiscono meglio attraverso l'aspetto testuale).

L'età giusta per avvicinarsi ad Internet
Psicologi ed altri esperti ritengono che 8/9 anni sia il momento più adatto, e rilevano come i bambini siano estremamente curiosi nei confronti degli ipertesti perché si sentono spinti a esplorare, rimangono affascinati da immagini, colori e suoni. Nei primi approcci, tutto viene percepito come gioco ed avventura, ed è necessaria la guida di un adulto, genitore o insegnante, o di un amico più grande ed esperto, per far capire che cosa è utile seguire, quali i siti utili, quali i comportamenti pericolosi. (4, 10)

Il bambino multimediale
Il bambino è 'un essere naturalmente multimediale', nel senso che si serve di tutti gli strumenti per entrare in rapporto con il mondo e con se stesso (18). Internet è candidato a diventare, sempre di più, uno di questi strumenti di crescita e apprendimento. Con Internet, con il computer in generale, cambia il rapporto che si stabilisce con la fonte di conoscenza: è un rapporto più diretto, 'c'è un incremento di fisiologia e di psicologia nell'apprendimento multimediale, perché vi partecipa tutto il corpo: il corpo stesso, e non solo l'intelligenza e la mente, diventa un soggetto di apprendimento'. 'C'è un elemento manuale, caratteristico della interattività, che non va trascurato; c'è una dimensione di immersione, con tutto ciò che questo comporta al livello di proiezioni, processi di identificazione, che aprono all'universo dell'affettività e dell'apprendimento, secondo modalità decisamente nuove'. (17)

Una didattica multimediale, a scuola come a casa
Internet è un mezzo per divertirsi ed imparare; ovviamente dipende da quello che si fa: attraverso il gioco può stimolare alcune capacità sensoriali - riflessi e capacità percettive; attraverso i suoi linguaggi, che sono basati sulla logica, può sviluppare l'intelligenza, soprattutto l'intelligenza logica.
Queste considerazioni rimangono valide sia che l'approccio avvenga in ambito scolastico (29), sia che avvenga in ambito domestico. Le nuove tecnologie infatti permettono molte forme di autoapprendimento, e oggi giovani e giovanissimi hanno più facilmente l'accesso a quantità sterminate di informazioni. Per questo assume sempre più importanza il ruolo di chi si occupa di organizzare l'informazione (a prescindere dalla funzione di guida che, soprattutto agli inizi e per i più piccoli, dovranno avere comunque genitori ed educatori).
L'ente, l'organizzazione o l'azienda che decide di occuparsi degli utenti più giovani, progettando gli strumenti per le ricerche on-line (i motori di ricerca, nel significato più generico dell'espressione), dovrà sicuramente creare archivi il più possibile ricchi di risorse, ma soprattutto farli diventare uno strumento di apprendimento intelligente:
- curando l'aspetto qualitativo delle notizie,
- proteggendo la sicurezza di chi naviga senza operare censure,
- facendo 'vivere' i materiali immagazzinati nell'archivio attraverso interfacce semplici di consultazione ed interrogazione,
- attuando politiche di accrescimento - degli strumenti di ricerca creati - il più possibile trasparenti e comprensibili, se non all'utente finale (bambino/ragazzo) a chi farà da intermediario nelle prime fasi di utilizzo (un bibliotecario/un genitore/un insegnante/un amico più esperto),
- legando, ove possibile, l'accrescimento di un motore ad altre realtà, come istituzioni, scuole, società o privati, sia per implementare gli archivi, sia allo scopo di un ampliamento generale delle finalità del motore. Se il Web - che è la 'parte multimediale' di Internet, quella cresciuta più rapidamente e soprattutto la più accessibile al pubblico dei più giovani - continua a crescere in modo esponenziale (migliaia di nuovi siti al giorno e milioni di utenti in tutto il mondo alla ricerca di informazioni, prodotti e servizi), i search engines che indicizzano automaticamente le pagine non sempre sono in grado di offrire risultati di ricerca coerenti con le query sottoposte, e anche le migliori directory possono avere qualche difficoltà a tenere il ritmo delle URL sottoposte ogni giorno per l'inserimento. Una soluzione può venire dalla condivisione degli obiettivi e degli sforzi;
- affiancando infine alla 'semplice' interrogazione degli archivi un'offerta integrata di servizi utili ed aggiornati (da semplici approfondimenti ad elenchi di link e forum di discussione) per stimolare la dimensione sociale e comunicativa di Internet.

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Gli strumenti di ricerca in Internet per i giovani navigatori: mezzi educativi nel flusso generale della comunicazione

Quali possono essere i vantaggi di un'esperienza multimediale interattiva per i giovani internauti? La multimedialità riesce a realizzare una forma di sapere immersivo, in quanto valorizza, intensifica e stimola tutto lo spettro delle percezioni: l'informazione non proviene dal di fuori ma dal di dentro, è come essere calati dentro il mondo dell'informazione che agisce come un 'liquido amniotico', in cui immergersi con la globalità dei sensi, vista, tatto, udito, e, in un futuro prossimo, olfatto. Naturalmente l'equilibrio è dato da questa alleanza tra corpo e mente, tra capacità di percezione e di ragionamento, tra linguaggi del corpo e della mente, e sarebbe dannoso se la dimensione fisica diventasse esclusiva.
Con Internet cambiano perciò anche le prospettive educative: dal lavoro solitario con un computer ai progetti collaborativi di gruppo, alla possibilità di avere interlocutori in ogni parte del mondo, e di svolgere una ricerca conoscendo il processo di svolgimento della ricerca stessa, e di scoprirne da soli i risultati. La possibilità, in poche parole, di lavorare ed apprendere in un modo assolutamente nuovo: un modo 'iperattivo' di imparare e di scegliere cosa scoprire.

Con Internet e le nuove tecnologie cambia il rapporto spazio-tempo
Nella visione tradizionale il tempo ha una prevalenza nei confronti dello spazio, e la nozione di successione diacronica è quella determinante. Attraverso le nuove tecnologie si ha un'estensione spaziale che permette il confronto in tempo immediato con culture molto lontane dalle nostre, con le quali prima il dialogo era molto difficile: il tempo viene azzerato, prevale l'estensione spaziale rispetto alla selettività temporale. (28)

L'identità collettiva in relazione ad Internet; la Rete strumento principe della comunicazione
Con l'avvento di Internet si modifica il rapporto diacronico-sincronico, e cambiano i concetti di vicinanza ed identità collettiva, che non si fondano più unicamente su criteri di vicinanza geografica ma anche su interazioni che avvengono a partire da temi, idee, passioni. Vicinanza e lontananza vanno stabiliti non più su un piano geografico ma semantico: due siti Web su un certo argomento saranno vicini semanticamente se in qualche modo collegati. Si deve dunque parlare di 'nodi d'interazione presenti nella comunicazione' che sempre più diventano punti di riferimento cardine delle comunità sociali rispetto all'appartenenza ad un territorio fisico. Il modo migliore per orientarsi nella Rete è perciò quello di partecipare a quelle 'stanze viventi di discussione' che sono i gruppi di discussione, i forum, e altri servizi per scambiare informazioni con individui e gruppi aventi gli stessi interessi. (15)
La rete, dunque, rappresenta un importante capitolo negli studi psicologici sulla formazione della personalità sociale in relazione all'interazione con nuovi mezzi di comunicazione: sembra destinata a rivoluzionare il concetto di persona e, a differenza di altri sistemi di comunicazione (20), permette lo sviluppo di differenti modi di comunicare e, quindi, l'evoluzione dei modi di relazionarsi all'altro. In altre parole, la rete in quanto potenziale canale veicolare di una comunicazione emozionale, intenzionale ed affettiva, ha la possibilità di diventare uno strumento principe della comunicazione sociale, e di sostituirsi a tutti gli altri strumenti di comunicazione.

E quando ad avvicinarsi alla rete sono bambini o ragazzi, cioè non adulti ma esseri in formazione, ovviamente tutti i temi trattati diventano di estrema importanza:
- le tecnologie digitali arricchiscono l'apprendimento in quanto rendono più reale il reale: il digitale, tramite il virtuale, dà un valore aggiunto agli oggetti della conoscenza, in quanto permette di dare 'più spessore, più contestualizzazione, più realtà al reale',
- è un fattore positivo che i più giovani siano in un rapporto multi-sensoriale con le situazioni,
- Internet è una forma di sapere condiviso, partecipante, immersivo,
- la rete crea condivisione (26), socialità, intelligenza collettiva: bambini e ragazzi scambiano informazioni, ricerche, sensazioni e relazioni, 'fanno gruppo, fanno coscienza, fanno conoscenza'.

I punti di partenza o le azioni da attuare per realizzare l'approccio migliore alla rete:
- gli adulti (genitori, insegnanti, altre figure intermediarie) devono imparare ad utilizzare gli strumenti multimediali (= imparare ad immergersi nella realtà),
- i bambini ed i ragazzi devono avere a disposizione i punti di accesso più idonei e stimolanti,
- i professionisti dell'informazione (sia che lavorino a programmi didattici sviluppati in un ambito accademico sia che si occupino di prodotti commerciali all'interno di un'azienda) hanno il compito ed il dovere di raccogliere ed organizzare informazione di qualità, di sviluppare strumenti qualificati per il suo reperimento, di attuare politiche intelligenti e trasparenti di accrescimento di questi strumenti, di promuoverne il costante miglioramento con un'offerta integrata di servizi, così da inserire le proprie realizzazioni nel flusso generale della comunicazione (i bambini ed i ragazzi non useranno gli strumenti di ricerca semplicemente per rintracciare le notizie, ma anche perché a partire da quelli entreranno nella loro prima comunità on-line).

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BIBLIOGRAFIA

1. Antinucci, Francesco. Computer per un figlio. Giocare, apprendere, creare. Bari, Laterza, 1999
Strutturato come un colloquio a tre voci fra Tommaso (il padre), Marina (la madre insegnante) e Francesco (esperto di tecnologie e processi cognitivi e probabile alter ego dell'autore), il libro ha al centro un figlio pre-adolescente (Michele, di dodici anni) e il suo rapporto con il computer. Allo scettico Tommaso e alla dubbiosa Marina, Francesco tenta di dimostrare come, per la generazione di Michele e quelle successive, le nuove tecnologie possano essere strumento per giocare, apprendere, creare.

2. Carbol, Barry. "Studiare in rete non è più un'utopia." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 24 Ott.1998. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=65&tab=int (20/11/2002)
Berry Carbol, direttore della Open School University della British Columbia in Canada, racconta l'esperienza maturata in questi anni nella sua università sulla formazione a distanza. Un metodo di insegnamento basato su una forte e comunicazione fra insegnanti e allievi. Studiare da casa sì ma non da soli. Fare un corso a distanza non significa semplicemente inserire del materiale su Internet. E' necessaria la presenza costante di un interlocutore attivo dall'altra parte.

3. "Dall'IFNIA corsi di formazione per bibliotecari digitali." Municipia Articoli. 2000. http://trento.municipia.it/cgi-bin/WebObjects/News.woa/wa/showPrintableArticle?art=1597 (15/10/2001)
Tra i corsi dell'IFNIA per bibliotecari, se ne segnalano due, uno su ISBD(ER), l'altro sull'Indicizzazione di Internet: dai popolari "motori di ricerca", alle guide per argomento, all'impiego dei metadati, all'applicazione di standard di catalogazione o di classificazione.

4. Ferraris Oliverio, Anna. "Così il computer aiuta i bambini a crescere." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 01 Febbr.1999. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=138&tab=int (22/10/2002)
Il computer va integrato nella didattica in base al programma e alle materie scolastiche. Il periodo più adatto per avvicinare il bambino al computer è il secondo ciclo delle elementari. È importante che gli insegnanti abbiano una conoscenza approfondita del computer. Il computer è anche un mezzo attraverso il quale i bambini socializzano. Gli adulti devono seguire i bambini nell'apprendimento delle nuove tecnologie. È necessaria per i ragazzi un'educazione all'utilizzo dei prodotti multimediali e di Internet.

5. Ferroni, Giulio. "Internet va bene, ma con gli anticorpi." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 03 Apr. 2001. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=443&tab=int (10/10/2001)
Incontro con Giulio Ferroni, professore di Letteratura Italiana all'Università "La Sapienza di Roma", autore di una Storia della letteratura italiana (uscita nell'Einaudi Scuola), di molti saggi critici e anche di una serie di studi a sfondo sociologico, nel tentativo di capire quale può essere il futuro della letteratura in generale e più in particolare della lettura e della critica letteraria nell'era di Internet. Ferroni esprime giudizi preoccupati circa i cambiamenti causati da Internet sulle modalità e la percezione della lettura (pericoli della 'tecnicizzazione pura' e accenno al discorso sulla 'superfetazione' della critica che cresce intorno alle cose ma non le interroga più): è il pericolo dell'illusione della cultura sempre disponibile, che dà un'impressione, errata, di essere in mezzo a tutto e godere di tutto ma senza consentire di interrogare in profondità questo tutto. E' necessario creare degli anticorpi a questi fenomeni.

6. Gallino, Luciano. "Studiare con Internet" Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 10 Apr. 1997. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=152&tab=int (10/10/2001)
Il ruolo dell'insegnante nell'era telematica dovrà cambiare ed evolversi adeguandosi al fatto che le nuove tecnologie mettono a disposizione dello studente numerose possibilità di fare dell'autodidattica. Il pericolo che le nuove tecnologie della comunicazione possano sommergerci di informazioni facendoci perdere capacità critica di scelta è un pericolo effettivo; i nuovi motori di ricerca, comunque, si stanno già sviluppando in modo da evitare questo rischio.

7. Garcia, Miguel Angel. "Testo e ipertesto." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 23 Gen. 1996. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=156&tab=int (10/10/2001)
Garcia, autore di ipertesti, vede in Internet lo strumento che unifica, l'antitesi del confine.

8. Gnoli, Claudio. "Cercare informazioni in Internet: strumenti e strategie." ESB Forum. Vers. 2.2. Giu. 2000. http://www.burioni.it/forum/gnoli-mot.htm (10/10/2001)
I principi della ricerca, le fonti informative disponibili su Internet, indici e repertori, strategie di ricerca.

9. Grifoni, Giovanna. "Come orientarsi tra i motori di ricerca." ESB Forum. Ago. 1997. http://www.burioni.it/forum/grif-mot.htm (10/10/2001)
Una panoramica sugli strumenti di recupero delle informazioni in Internet.

10. Gross, Bill. "I bambini su Internet." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 16 Ago. 1996. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=172&tab=int (10/10/2001)
Gross spiega la funzione del CD ROM "Casper". Il CD ROM é, soprattutto per i bambini, un modo attivo di imparare e di scegliere cosa scoprire di nuovo. Ma Internet soprattutto rappresenta un ottimo mezzo attraverso il quale i bambini possono scoprire il valore del lavoro di gruppo.

11. "I risultati della ricerca di Telefono Azzurro ed Eurispes. Internet, già 350mila i piccoli navigatori. Le bambine usano di più il pc per fare i compiti." Tgcom.it. 27 Mar. 2001. http://www.tgcom.it/ArticoloTgCom/articoli/articolo3466.shtml (05/12/2001)

12. Jang, Jerry. "Come è stato ideato uno dei più utilizzati motori di ricerca in rete?" Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 23 Ott. 1998. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=365&tab=int (15/10/2001)
Jerry Yang, ideatore e fondatore con David Filo del popolarissimo motore di ricerca Yahoo!, racconta come è iniziata la loro avventura.

13. Koogle, Tim. "La storia di Yahoo!" Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 21 Apr. 1998. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=182&tab=int (15/10/2001)
Tim Koogle inizia spiegando quando e come nasce Yahoo! Egli è presidente e chief executive officer di Yahoo! Inc. (http://www.yahoo.com) dal 1995.

14. "L'Italia e i new media: il rapporto Censis." Yahoo! Notizie. 07 Dic. 2001. http://it.news.yahoo.com/011207/105/1mksz.html (07/12/2001)

15. Levy, Pierre. "I link? Una questione semantica." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 13 Mar. 2001. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=446&tab=int (16/10/2001)
Il filosofo francese Pierre Levy spiega come cambia il concetto di identità collettiva e di vicinanza con l'avvento della Rete.

16. Lunati, Gabriele. "Strumenti per la ricerca ed il recupero dell'informazione su Internet." ESB Forum. Dic. 1996. http://www.burioni.it/forum/motori/motori.htm (16/10/2001)
Crescita di Internet; aggiornare Internet; criteri di scelta; la ricerca; organizzare classificare descrivere Internet.

17. Maragliano, Roberto. "La multimedialità a scuola." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 07 Mar. 1997. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=210&tab=int (16/10/2001)
Sono soprattutto gli insegnanti a dover imparare come utilizzare gli strumenti multimediali. Le tecnologie digitali arricchiscono l'insegnamento in quanto rendono più reale il reale.

18. Maragliano, Roberto. "La nuova didattica multimediale." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 29 Febbr. 1996. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=211&tab=int (16/10/2001)
Quando si parla di multimedialità, bisogna pensarla come uno spazio entro il quale confluiscono gli incroci tra i diversi linguaggi, tra i diversi temi, tra i diversi media. Il rischio che si corre è costituito dal trasferire la logica analitica, lineare, sistematica del libro, dentro il contesto multimediale. Questo è un grave errore perché la multimedialità partecipa necessariamente di categorie e strutture diverse da quelle tradizionali. Nel pensare al salto dal libro al multimediale va tenuto in considerazione il punto intermedio rappresentato dall'audiovisivo, ossia da uno strumento la cui articolazione è completamente diversa da quella esclusivamente visiva del libro.

19. Masera, Anna. "Notizie stampa. Tratto da La Stampa di Venerdì 23 Febbr. 2001. Il bollino contro i mostri on line. Un bambino su 5 è molestato su Internet." Siosistemi.it Sala Stampa. 2001. http://www.siosistemi.it/stampa/minori.htm (16/10/2001)
I dati resi noti nel Febbraio 2001 dall'Eurispes al convegno "I provider e i diritti dei minori", organizzato da Camera dei Deputati e Ministero delle Comunicazioni.

20. Massacra, Laura. "La Psicologia di Internet. Complessità delle relazioni sociali nel meta mondo della Rete." Biblioteca Digitale di Mediamente Recensioni. 2000. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/recensioni/r010206.asp (16/10/2001)
E' la recensione del libro "La psicologia di Internet" di Patricia Wallace (Raffaello Cortina editore). Il testo della Wallace - direttrice del Center for Knowledge and information presso l'università del Maryland, negli Stati Uniti, con alle spalle un lungo passato di studiosa delle relazioni e dell'apprendimento - è un nuovo ed interessante capitolo nella storia degli studi psicologici sulla formazione della personalità sociale in relazione all'interazione con i nuovi mezzi di comunicazione.

21. ODP - Open Directory Project. c1998-2002. http://dmoz.org (10/12/2001)
Il sito dell'Open Directory Project. L'Open Directory Project nasce nel giugno 1998 con lo scopo di realizzare la più completa ed estesa Directory del Web, contando sull'apporto redazionale di una armata di editori volontari: invece di combattere contro l'esplosione della Rete, l'Open Directory ha offerto ai "Net Citizens" la possibilità d organizzare ciascuno una piccola porzione del Web per ripresentarla ordinata al resto della popolazione, scartando l'inutile ma conservando ed ordinando solo i contenuti realmente interessanti.

22. Pesenti, Mariateresa. "Strumenti di ricerca: chi paga ?"ESB Forum. Mar. 2001. http://www.burioni.it/forum/pes-paga.htm (20/10/2001)
Le entrate degli strumenti di ricerca per Internet derivano principalmente dalla vendita della pubblicità e dalle partnership di e-commerce il cui valore è tanto maggiore quanto maggiori sono i contatti che essi ricevono. Riflessioni ed elenco delle varie forme di pagamento già in atto o in studio.

23. Pesenti, Mariateresa. "Seminario AIB-WEB 2. L'evoluzione della specie: dagli OPAC al Meta-Opac. Guide all'uso degli strumenti di ricerca in Internet: presentazione razionale del repertorio." AIB-WEB Congresso AIB 1999. 22 Mag. 1999. 14 Giu. 1999. http://www.aib.it/aib/congr/co99pesenti.htm (15/10/2001)
La ricerca delle informazioni è da sempre parte integrante e qualificante del lavoro del bibliotecario. Alla fine degli anni '70, l'informatizzazione dell'archiviazione delle informazioni e del loro recupero ha creato una nuova professionalità, quella del documentalista. Più recentemente, la disintermediazione dell'accesso all'informazione, dovuta alla messa a disposizione degli utenti finali di strumenti per la ricerca delle informazioni sempre più amichevoli, aveva destato qualche preoccupazione in una parte dei professionisti dell'informazione.

24. Pesenti, Mariateresa. "Guide per la ricerca in Internet." AIB-WEB Il mondo delle biblioteche in rete. 16 Nov. 1998. 12 Nov. 2001. http://www.aib.it/aib/lis/motori.htm (10/10/2001)
Un repertorio di manuali, guide, bollettini, forum, mailing list per l'uso degli strumenti di ricerca in Internet.

25. Peyrot, Ettore R.. "Direttive ODP per la categoria Kids and Teens. ODP." Sito informativo non ufficiale in lingua italiana su Open Directory Project. 01 Mag. 2000. http://www.peyrot.it/odp/Direttive-categoria-Kids-and-Teens-ODP.htm (15/10/2001)
Le Direttive per la categoria Kids and Teens di ODP integrano le Direttive Generali per quanto riguarda le specifiche editoriali applicate nel settore riservato ai siti per bambini e ragazzi.

26. Rheingold, Howard. "Internet e l'educazione: la necessità dell'individuo di pensare criticamente." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 15 Nov. 1997. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=301&tab=int (16/10/2001)
Rheingold definisce il concetto di comunità virtuale, facendo riferimento al suo libro dal titolo omonimo ("Le comunità virtuali").

27. Ridi, Riccardo. "Strumenti e strategie per la ricerca di informazioni WWW." ESB Forum. Vers. 2.2. 25 Febbr. 2001. http://www.burioni.it/forum/ridi-mot.htm (16/10/2001)
I motori di ricerca ed altre tipologie di strumenti. Strategie.

28. Tagliagambe, Silvano. "Rete, paradigma della conoscenza." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 21 Gen. 1998. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=336&tab=int (15/10/2001)
La 'rete' è una metafora autoesplicativa: dal paradigma ad albero, fondato sull'idea di radice, e quindi di base, di fondamento, che poi si sviluppava in verticale, si è arrivati al paradigma a rete attraverso cui la conoscenza si profonde. Oggi la metafora esplicativa della conoscenza è la rete, in cui non esiste una base, non esiste un centro, ma in cui importanti sono certamente i nodi della rete e ancor più importanti sono le maglie, i link, le interconnessioni tra questi nodi. E quanto più la rete è fitta, tanto più è efficace. Quindi diciamo che la stessa rete è diventata una nuova metafora esplicativa del proprio sapere, sostituendo la metafora dell'albero.

29. Tonucci, Francesco. "Televisione e Internet nel rispetto del diritto del bambino." Biblioteca Digitale di Mediamente Interviste. 10 Apr. 1997. http://www.mediamente.rai.it/biblioteca/biblio.asp?id=339&tab=int (16/10/2001)
L'intervistato presenta l'Archivio Nazionale di Documentazione e di Ricerca per l'Educazione Ambientale del quale è responsabile. Le nuove tecnologie portano con sé il rischio che si crei un divario preoccupante tra coloro che possono utilizzarle e coloro che, invece, non possono. Per questo tali strumenti dovrebbero essere garantiti, innanzi tutto, all'interno della scuola.

30. Valente, Massimiliano. "Motori di ricerca. Strumenti indispensabili per chi cerca e chi vuol essere trovato sul Web. Ma come funzionano?" HTML.it I dossier. 09 Ott. 2000. http://www.html.it/dossier/02_motori/index.html (09/12/2001)
Ogni webmaster, prima o poi, si trova ad affrontare l'inserimento di un sito nei motori di ricerca, ed inevitabilmente si pone alcune domande: come risultare in testa alle ricerche? Perchè il mio sito non viene inserito? Questo dossier tenta di rispondere a certe domande.

31. Vianello, Andrea. "La ricerca di informazioni in Internet." Come si fa ricerca in Internet. 01 Mag. 2001. http://lettere.unive.it/materiale_didattico/archeologia_egea/motori.htm (16/10/2001)
Come si fa ricerca in Internet: gli strumenti di ricerca; la ricerca di indirizzi e-mail, di file, nei newsgroup, nei gopher, nelle biblioteche (i libri); la ricerca su World Wide Web.

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Tesi in Documentazione Autore: Grazia Uricchio