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La
nascita di BAOL, motore di ricerca italiano per bambini e ragazzi
Il
motore di ricerca BAOL è stato concepito come progetto di studio
universitario e realizzato nell'ambito delle attività speciali per
la didattica sviluppate nel laboratorio multimediale Scians di Matera,
nella cui sede il motore è stato prodotto.
Scians S.a.s. è una giovane società di servizi nata nel 1998 sul
modello delle piccole aziende del settore dell'information technology.
La due principali aree di attività riguardano la fornitura di servizi
avanzati a clienti aziendali - progettazione e realizzazione di
sistemi di comunicazione in Internet, allestimento di portali, creazione
di siti aziendali con gestione di database e di presentazioni multimediali
su diversi supporti - e i progetti speciali per l'educazione agli
audiovisivi e la formazione alle nuove tecnologie rivolti a bambini
e ragazzi - percorsi ludici e artistici, lezioni individuali e di
gruppo, giornalini elettronici, collaborazioni con scuole e docenti,
progetti Comunitari.
I
due soci di Scians che hanno ideato e realizzato Baol sono Giovanni
Buonsanti (per tutta la programmazione in ASP, la scelta e l'impostazione
dei servizi aggiuntivi del motore - dalla newsletter ai giochi alla
Community -, la pubblicizzazione sui motori di ricerca, la gestione
della mailing list di Baol; egli è inoltre redattore responsabile
per l'approvazione dei siti segnalati dagli utenti), e la scrivente,
Grazia Uricchio, (per la selezione di un primo archivio campione
di siti per bambini e ragazzi, la scelta delle categorie, la pubblicazione
dei primi 600 siti quali nucleo iniziale di Baol, l'accrescimento
periodico interno del motore e l'approvazione dei siti degli utenti;
inoltre per le regole di segnalazione e archiviazione, e i criteri
di ricerca, infine per il logo, i layout e l'attuale impaginazione
e grafica del motore).
Baol
è uno strumento pensato per piccoli (dai 9 ai 16 anni) utenti di
Internet, pertanto è progettato come indice di pagine web per argomento,
specializzato in una particolare tipologia di utenti.
In quanto indice per argomento (27) (o "directory",
"subject tree", "pick list") raccoglie documenti primari ed altri
repertori, classificandoli gerarchicamente in categorie e sottocategorie,
e permette una ricerca per parola all'interno del proprio archivio
di intestazioni. In ogni caso i documenti sono selezionati da operatori
umani specializzati che indicizzano le pagine Web in base al soggetto,
scartando quelle meno interessanti o meno rispondenti ai criteri
di inserimento, ed eventualmente aggiungono una breve descrizione/valutazione.
Il lavoro umano serve a garantire un filtro qualitativo e diminuisce
il "rumore" rispetto alle ricerche effettuate con i motori di ricerca
veri e propri (search engines), ma le più dirette conseguenze di
una strategia qualitativa sono la dimensione ridotta dell'archivio
e i costi più elevati. La scelta dell'indice per argomento consente
di attenuare il problema della decontestualizzazione proprio degli
indici per parola. Il richiamo è contenuto dalle dimensioni necessariamente
controllate dell'archivio, la precisione si mantiene elevata.
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La
necessità dei motori di ricerca, e in generale degli strumenti di
recupero delle informazioni in Internet
La
crescita esponenziale delle risorse informative in Internet (7,
8) è un fenomeno di vaste dimensioni che influenza
la ricerca, il reperimento e la qualità delle informazioni stesse.
Proprio allo scopo di fornire una guida in un universo disordinato
di notizie sono stati creati quegli strumenti, coetanei della Rete,
noti come "motori di ricerca". Per motore di ricerca s'intende
qualsiasi sistema informatico che permette il recupero delle
informazioni contenute in un database (il termine è precedente
all'avvento di Internet) ma in questa sede s'intendono soltanto
i motori per la ricerca in Internet.
Negli ultimi anni si è assistito al proliferare di questi strumenti
(30), e alle due principali categorie, i motori
di ricerca (search engines) e le directories (o liste di soggetti),
se ne sono aggiunte altre, definibili nella categoria degli indici
specializzati per materia e dei meta-search engines. Oggi la tendenza
è quella di costruire sistemi misti, con potenti software, che scandagliano
la rete alla ricerca automatica di documenti e informazioni, accanto
a liste di soggetti, monitorate da operatori umani; il risultato
sono strumenti di ricerca proiettati verso un'offerta informativa
più attiva ed 'intelligente', anche perché generalmente integrata
con diversi altri servizi disponibili in rete.
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Le
principali caratteristiche dei motori di ricerca in Internet
La
tipologia: la principale distinzione è tra strumenti di ricerca
che utilizzano indici e quelli che utilizzano directory. Gli indici
(o indici per parola) sono generati dai cosiddetti Web crawler o
spider o robot, programmi software che recuperano le pagine html,
analizzando ed indicizzando automaticamente il loro contenuto. Le
directory (o indici per argomento) sono elenchi ipertestuali di
siti, organizzati in modo gerarchico in categorie e sottocategorie,
che per passaggi successivi conducono ai siti contenenti le informazioni
cercate. Nel caso degli indici il risultato è più immediato, ma
l'interrogazione deve essere formulata correttamente, conoscendo
cioè l'esatta sintassi dell'interrogazione e l'ambito delle informazioni
contenute nel database. Nel caso delle directory, grazie al fatto
che si possono scorrere delle liste di soggetti espressi in linguaggio
naturale e che la compilazione di tali liste è il frutto di una
selezione operata da menti umane, il risultato è magari meno immediato,
ma in genere più preciso e più facilmente raggiungibile anche dai
non esperti.
La modalità di aggiornamento del database: negli indici per
parola è automatico e operato dai cosiddetti crawler o spider che
agiscono su come l'informazione è strutturata nelle pagine scandagliate,
ma non sul loro contenuto; per esempio, rilevano le parole chiave
contenute nel titolo, nelle prime righe d'intestazione o negli elenchi
di parole chiave racchiuse dai marcatori META. E' un'indicizzazione
spesso casuale. Negli indici per argomento la selezione è "umana",
operata da personale con una competenza specifica: un'operazione
onerosa dal punto di vista delle risorse umane ed economiche.
La
dimensioni del database: il numero di documenti web o altro
indicizzati è un'informazione che in genere i motori di ricerca
forniscono nella propria home page, ma non sempre la quantità dichiarata
corrisponde a reali notizie univoche: per i meccanismi automatici
di recupero delle informazioni e spesso per motivi commerciali,
i risultati di una ricerca mostrano più volte le stesse informazioni.
L'ambito
di servizi indicizzati: web, usenet, ftp, gopher ecc; anche
questo genere si informazione è dichiarata normalmente nella pagina
iniziale del motore di ricerca.
La
finalità del recupero: generale o specifica; è generale nella
maggioranza dei motori di ricerca, ma si stanno affermando, soprattutto
in ambito accademico e scientifico, motori, che sarebbe meglio definire
gateway, limitati a particolari soggetti e più accurati nella selezione.
Le
caratteristiche della ricerca: la maggior parte dei motori di
ricerca offre la possibilità di ricerche semplici ed avanzate (es.
operatori booleani), che possono essere arricchite dalla presenza
di help in linea ed istruzioni, ed hanno una interfaccia grafica
generalmente amichevole e alla portata dei meno esperti, anche se
i linguaggi di interrogazione variano da motore a motore. (9,
16)
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Gli
utenti dei motori di ricerca in Internet
L'accesso
all'informazione, processo avviato dai CD-ROM e dalle banche dati,
è stato incredibilmente accelerato dall'avvento di Internet.
Il primo risvolto positivo consiste nel processo di democratizzazione
dell'accesso all'informazione.
Tra le conseguenze negative, invece, vi sono la diffusa convinzione
degli utenti di Internet di poter ottenere tutta l'informazione
di cui si necessita grazie al puro e semplice fatto di disporre
di un collegamento alla rete (23), la mancata
percezione dei problemi connessi alla ricerca (come la qualità e
la pertinenza delle risposte, la necessità di utilizzare diversi
strumenti di ricerca con diverse strategie) o al massimo, dove intervengono
consapevolezza ed esperienza, la rassegnazione acritica alla parzialità
dei risultati ottenuti.
L'utente
a caccia di informazione, per raggiungere i propri obiettivi, dovrebbe
avere una conoscenza approfondita ed aggiornata degli strumenti
a sua disposizione per la ricerca, ma spesso non ha il tempo o le
motivazioni e i mezzi per farlo. Ha bisogno dunque di essere guidato.
In una biblioteca o in un centro di documentazione potrebbe bastare
un'assistenza adeguata per ottenere determinati risultati e valutarli
criticamente: a differenza dell'utente finale il professionista
dell'informazione possiede infatti competenze professionali ed esperienza
sulle migliori strategie. Dunque l'intermediazione umana come soluzione
(2).
In realtà il compito diventa arduo se si pensa alle nuove sfide
poste dai temi della immaterialità dell'informazione, della facilità
dell'accesso contro il possesso dell'informazione, e della trasformazione
degli edifici tradizionalmente deputati alla conservazione e alla
offerta dell'informazione stessa (le varie tappe che portano alla
'biblioteca virtuale'), dalla crescita dell'utenza domestica della
rete. Gli utenti degli strumenti di ricerca sono sempre più utilizzatori
remoti e nella gran parte non professionisti; gli strumenti
di ricerca si moltiplicano e rispondono spesso a criteri commerciali,
creando enormi aspettative presso gli utenti, qualche volta mettendo
a punto strategie fuorvianti se non controproducenti per chi ne
fruisce.
Inoltre, quanto c'è oggi in Internet è paradossalmente più difficile
da interrogare rispetto alle banche dati tradizionali: queste avevano
linguaggi di interrogazione complessi e bisognava conoscerne a fondo
la struttura, ma era più semplice ottenere buoni risultati. Per
trovare invece le informazioni in Internet dobbiamo avere una buona
conoscenza di strumenti ed interfacce "amichevoli", che sono soprattutto
prodotti informatici che, attraverso algoritmi complessi, estraggono
da una massa indefinita di informazioni stringhe di dati in qualche
modo collegate alle parole cercate dall'utente. Differiscono da
questi prodotti gli indici per soggetto.
Esistono
molte guide per orientarsi in Internet, e diverse sono le soluzioni
proposte da biblioteche come da attività commerciali (3,
22, 24, 31).
Il cuore del problema è: inventare nuove forme di intermediazione,
dato il profilo dell'utente tipo di Internet e dei motori di ricerca
sopra delineato, un utilizzatore prevalentemente domestico e remoto,
non aggiornato sui continui cambiamenti degli strumenti di ricerca.
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I
bambini e ragazzi quali utenti dei motori di ricerca in Internet
Fin
qui si è detto dell'utente adulto. Ma negli ultimi anni è cresciuto
enormemente il numero degli utenti più giovani, bambini e ragazzi,
che utilizzano Internet per gioco, studio e intrattenimento, a casa
e/o a scuola.
Alcuni dati (indagine Eurispes) del 2001 (11):
nel mondo sono almeno 25 milioni i bambini che ogni giorno navigano
su Internet per ore (per il 2005 si prevede che saranno 44 milioni);
limitatamente all'Italia, sono 350 mila (il 15,4 per cento) i bambini
delle elementari che navigano in Internet e sono un milione e mezzo
i bambini tra i 6 e gli 11 anni che utilizzano abitualmente il computer
(il 65,4 per cento: 56,4 per gioco e 27 per cento per studio).
I ragazzini delle medie, rispetto alle altre attività col computer,
utilizzano prevalentemente Internet nel 9,1 per cento dei casi,
ci giocano per il 34,8 per cento, fanno i compiti per il 6,1 per
cento, consultano CD-ROM per il 6,1 per cento. Invece il 31,3 per
cento dichiara di non possedere un computer e il 7,6 per cento,
anche se lo possiede, non sembra essere particolarmente interessato
all'oggetto.
I ricercatori spiegano questo gap tra under e over 11 con la maggiore
alfabetizzazione informatica nelle elementari; e con il fatto che
i ragazzi delle medie non sono ancora indipendenti ed autonomi come
gli adolescenti più grandi ma, allo stesso tempo, nella maggior
parte dei casi non vengono seguiti da una figura adulta (14).
Esistono
strumenti di ricerca appositamente studiati per l'utenza più giovane?
A parte prodotti didattici ed accademici, e strumenti meno diffusi
e più sofisticati da utilizzare con l'ausilio di un adulto, o veri
e propri gateway creati da comunità di educatori (come l'italiano
Didaweb), i motori di ricerca per bambini e ragazzi sono, a livello
nazionale ed internazionale, davvero pochi. I principali search
engines possono avere al proprio interno una sezione per i ragazzi,
ad esempio l'Area Education di Altavista, o il Canale Education
di Virgilio.it. Si possono inoltre citare indici web per argomento
come l'iniziativa internazionale Open Directory Project (dmoz.org)
(21, 25), e indici specializzati
per ragazzi come Yahooligans! (www.yahooligans.com) (12,
13). Ma le risorse disponibili non sono molte,
e ancora meno quelle direttamente fruibili dai più giovani surfer
di Internet.
Tornando alla situazione italiana, sono numerose le raccolte di
link per bambini (come www.bambinopoli.it), esistono pochissimi
indici specializzati come Bambini.it (che permette preliminarmente
di accedere ai risultati del suo archivio per naviganti, per categorie
e per lingue), si segnalano infine alcuni mini-portali per i più
piccoli come l'ottimo Girotondo.com, che si presenta nei META description
come "il motore di ricerca per ragazzi - strumento che garantisce
anche ai più piccoli una navigazione sicura e protetta", e, nel
titolo delle finestre, "il portale dei più piccoli" (definizione
migliore, in quanto l'archivio non è alimentabile esternamente con
le segnalazioni dei lettori).
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Un
flusso infinito di informazioni
Internet
deve essere una risorsa per il bambino o il ragazzo che la utilizza.
Il bambino o il ragazzo che cerca qualche informazione nella rete,
vive un'esperienza interessante, un momento ricco in quanto legato
ad uno spirito di avventura e di ricerca (1). Non
si vogliono discutere qui le problematiche legate ai contenuti di
Internet o alla violenza delle informazioni (19),
ma il rischio, per questi piccoli che si avvicinano alla rete, di
sentirsi 'immersi in un flusso infinito' senza essere capaci di
interrogare in profondità questo tutto. (5, 6)
Internet è sovraccarica di informazioni, e molte di queste sono
prive di significato. Le informazioni ricevute diventano conoscenza
solo se si possono collegare con la propria realtà personale. Occorre
dunque creare strumenti idonei finalizzati al reperimento intelligente
delle notizie, pensati per quella determinata categoria di utenti.
Per rendere fruibile e comprensibile l'informazione, dobbiamo strutturarla
in determinati modi: se l'utente è un bambino o un ragazzo e non
si vuole vanificarne la curiosità, la navigazione e l'interfaccia
dovranno essere semplici, con poche parole e molta grafica, perché
bambini e adolescenti recepiscono meglio attraverso l'aspetto visivo
(mentre gli adulti in genere recepiscono meglio attraverso l'aspetto
testuale).
L'età
giusta per avvicinarsi ad Internet
Psicologi ed altri esperti ritengono che 8/9 anni sia il momento
più adatto, e rilevano come i bambini siano estremamente curiosi
nei confronti degli ipertesti perché si sentono spinti a esplorare,
rimangono affascinati da immagini, colori e suoni. Nei primi approcci,
tutto viene percepito come gioco ed avventura, ed è necessaria la
guida di un adulto, genitore o insegnante, o di un amico più grande
ed esperto, per far capire che cosa è utile seguire, quali i siti
utili, quali i comportamenti pericolosi. (4, 10)
Il
bambino multimediale
Il bambino è 'un essere naturalmente multimediale', nel senso che
si serve di tutti gli strumenti per entrare in rapporto con il mondo
e con se stesso (18). Internet è candidato a diventare,
sempre di più, uno di questi strumenti di crescita e apprendimento.
Con Internet, con il computer in generale, cambia il rapporto che
si stabilisce con la fonte di conoscenza: è un rapporto più diretto,
'c'è un incremento di fisiologia e di psicologia nell'apprendimento
multimediale, perché vi partecipa tutto il corpo: il corpo stesso,
e non solo l'intelligenza e la mente, diventa un soggetto di apprendimento'.
'C'è un elemento manuale, caratteristico della interattività, che
non va trascurato; c'è una dimensione di immersione, con tutto ciò
che questo comporta al livello di proiezioni, processi di identificazione,
che aprono all'universo dell'affettività e dell'apprendimento, secondo
modalità decisamente nuove'. (17)
Una didattica multimediale, a scuola come a casa
Internet è un mezzo per divertirsi ed imparare; ovviamente dipende
da quello che si fa: attraverso il gioco può stimolare alcune capacità
sensoriali - riflessi e capacità percettive; attraverso i suoi linguaggi,
che sono basati sulla logica, può sviluppare l'intelligenza, soprattutto
l'intelligenza logica.
Queste considerazioni rimangono valide sia che l'approccio avvenga
in ambito scolastico (29), sia che avvenga in
ambito domestico. Le nuove tecnologie infatti permettono molte forme
di autoapprendimento, e oggi giovani e giovanissimi hanno più facilmente
l'accesso a quantità sterminate di informazioni. Per questo assume
sempre più importanza il ruolo di chi si occupa di organizzare l'informazione
(a prescindere dalla funzione di guida che, soprattutto agli inizi
e per i più piccoli, dovranno avere comunque genitori ed educatori).
L'ente, l'organizzazione o l'azienda che decide di occuparsi degli
utenti più giovani, progettando gli strumenti per le ricerche on-line
(i motori di ricerca, nel significato più generico dell'espressione),
dovrà sicuramente creare archivi il più possibile ricchi di risorse,
ma soprattutto farli diventare uno strumento di apprendimento intelligente:
- curando l'aspetto qualitativo delle notizie,
- proteggendo la sicurezza di chi naviga senza operare censure,
- facendo 'vivere' i materiali immagazzinati nell'archivio attraverso
interfacce semplici di consultazione ed interrogazione,
- attuando politiche di accrescimento - degli strumenti di ricerca
creati - il più possibile trasparenti e comprensibili, se non all'utente
finale (bambino/ragazzo) a chi farà da intermediario nelle prime
fasi di utilizzo (un bibliotecario/un genitore/un insegnante/un
amico più esperto),
- legando, ove possibile, l'accrescimento di un motore ad altre
realtà, come istituzioni, scuole, società o privati, sia per implementare
gli archivi, sia allo scopo di un ampliamento generale delle finalità
del motore. Se il Web - che è la 'parte multimediale' di Internet,
quella cresciuta più rapidamente e soprattutto la più accessibile
al pubblico dei più giovani - continua a crescere in modo esponenziale
(migliaia di nuovi siti al giorno e milioni di utenti in tutto il
mondo alla ricerca di informazioni, prodotti e servizi), i search
engines che indicizzano automaticamente le pagine non sempre sono
in grado di offrire risultati di ricerca coerenti con le query sottoposte,
e anche le migliori directory possono avere qualche difficoltà a
tenere il ritmo delle URL sottoposte ogni giorno per l'inserimento.
Una soluzione può venire dalla condivisione degli obiettivi e degli
sforzi;
- affiancando infine alla 'semplice' interrogazione degli archivi
un'offerta integrata di servizi utili ed aggiornati (da semplici
approfondimenti ad elenchi di link e forum di discussione) per stimolare
la dimensione sociale e comunicativa di Internet.
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Gli
strumenti di ricerca in Internet per i giovani navigatori: mezzi
educativi nel flusso generale della comunicazione
Quali
possono essere i vantaggi di un'esperienza multimediale interattiva
per i giovani internauti? La multimedialità riesce a realizzare
una forma di sapere immersivo, in quanto valorizza, intensifica
e stimola tutto lo spettro delle percezioni: l'informazione non
proviene dal di fuori ma dal di dentro, è come essere calati dentro
il mondo dell'informazione che agisce come un 'liquido amniotico',
in cui immergersi con la globalità dei sensi, vista, tatto, udito,
e, in un futuro prossimo, olfatto. Naturalmente l'equilibrio è dato
da questa alleanza tra corpo e mente, tra capacità di percezione
e di ragionamento, tra linguaggi del corpo e della mente, e sarebbe
dannoso se la dimensione fisica diventasse esclusiva.
Con Internet cambiano perciò anche le prospettive educative: dal
lavoro solitario con un computer ai progetti collaborativi di gruppo,
alla possibilità di avere interlocutori in ogni parte del mondo,
e di svolgere una ricerca conoscendo il processo di svolgimento
della ricerca stessa, e di scoprirne da soli i risultati. La
possibilità, in poche parole, di lavorare ed apprendere in un modo
assolutamente nuovo: un modo 'iperattivo' di imparare e di scegliere
cosa scoprire.
Con
Internet e le nuove tecnologie cambia il rapporto spazio-tempo
Nella visione tradizionale il tempo ha una prevalenza nei confronti
dello spazio, e la nozione di successione diacronica è quella determinante.
Attraverso le nuove tecnologie si ha un'estensione spaziale che
permette il confronto in tempo immediato con culture molto lontane
dalle nostre, con le quali prima il dialogo era molto difficile:
il tempo viene azzerato, prevale l'estensione spaziale rispetto
alla selettività temporale. (28)
L'identità
collettiva in relazione ad Internet; la Rete strumento principe
della comunicazione
Con
l'avvento di Internet si modifica il rapporto diacronico-sincronico,
e cambiano i concetti di vicinanza ed identità collettiva, che non
si fondano più unicamente su criteri di vicinanza geografica ma
anche su interazioni che avvengono a partire da temi, idee, passioni.
Vicinanza e lontananza vanno stabiliti non più su un piano geografico
ma semantico: due siti Web su un certo argomento saranno vicini
semanticamente se in qualche modo collegati. Si deve dunque parlare
di 'nodi d'interazione presenti nella comunicazione' che sempre
più diventano punti di riferimento cardine delle comunità sociali
rispetto all'appartenenza ad un territorio fisico. Il modo migliore
per orientarsi nella Rete è perciò quello di partecipare a quelle
'stanze viventi di discussione' che sono i gruppi di discussione,
i forum, e altri servizi per scambiare informazioni con individui
e gruppi aventi gli stessi interessi. (15)
La rete, dunque, rappresenta un importante capitolo negli studi
psicologici sulla formazione della personalità sociale in relazione
all'interazione con nuovi mezzi di comunicazione: sembra destinata
a rivoluzionare il concetto di persona e, a differenza di altri
sistemi di comunicazione (20), permette lo sviluppo
di differenti modi di comunicare e, quindi, l'evoluzione dei modi
di relazionarsi all'altro. In altre parole, la rete in quanto potenziale
canale veicolare di una comunicazione emozionale, intenzionale ed
affettiva, ha la possibilità di diventare uno strumento principe
della comunicazione sociale, e di sostituirsi a tutti gli altri
strumenti di comunicazione.
E
quando ad avvicinarsi alla rete sono bambini o ragazzi, cioè non
adulti ma esseri in formazione, ovviamente tutti i temi trattati
diventano di estrema importanza:
- le tecnologie digitali arricchiscono l'apprendimento in quanto
rendono più reale il reale: il digitale, tramite il virtuale, dà
un valore aggiunto agli oggetti della conoscenza, in quanto permette
di dare 'più spessore, più contestualizzazione, più realtà al reale',
- è un fattore positivo che i più giovani siano in un rapporto multi-sensoriale
con le situazioni,
- Internet è una forma di sapere condiviso, partecipante, immersivo,
- la rete crea condivisione (26), socialità, intelligenza
collettiva: bambini e ragazzi scambiano informazioni, ricerche,
sensazioni e relazioni, 'fanno gruppo, fanno coscienza, fanno conoscenza'.
I
punti di partenza o le azioni da attuare per realizzare l'approccio
migliore alla rete:
- gli adulti (genitori, insegnanti, altre figure intermediarie)
devono imparare ad utilizzare gli strumenti multimediali (= imparare
ad immergersi nella realtà),
- i bambini ed i ragazzi devono avere a disposizione i punti di
accesso più idonei e stimolanti,
- i professionisti dell'informazione (sia che lavorino a programmi
didattici sviluppati in un ambito accademico sia che si occupino
di prodotti commerciali all'interno di un'azienda) hanno il compito
ed il dovere di raccogliere ed organizzare informazione di qualità,
di sviluppare strumenti qualificati per il suo reperimento, di attuare
politiche intelligenti e trasparenti di accrescimento di questi
strumenti, di promuoverne il costante miglioramento con un'offerta
integrata di servizi, così da inserire le proprie realizzazioni
nel flusso generale della comunicazione (i bambini ed i ragazzi
non useranno gli strumenti di ricerca semplicemente per rintracciare
le notizie, ma anche perché a partire da quelli entreranno nella
loro prima comunità on-line).
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